Sagra Musicale. Note sulla scala degli angeli

Al colloquio ”Musica e fede” è intervenuto il card. Ravasi, presidente del Pontificio consiglio della cultura

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Un convegno dal titolo “Colloquium: musica e fede” è stato il portale entro il quale ha avuto inizio la Sagra musicale umbra. Di questo famoso festival di musica sacra la presidente di Perugia musica classica, Anna Calabro, ha efficacemente delineato la storia soffermandosi sulla figura del maestro Siciliani, ed ha messo in evidenza le peculiarità veramente uniche che ne fanno tuttora un’iniziativa di primo piano a livello internazionale. Il Colloquium, di cui si pubblicheranno gli Atti, e quindi si potrà apprezzare la ricchezza dei contributi dei vari relatori, ha avuto come punto centrale di riferimento il card. Gianfranco Ravasi, prestigioso protagonista dell’incontro. La sua ampia relazione è stata salutata da un prolungato applauso dell’assemblea che gremiva l’aula magna della Università per Stranieri. Qui è stato accolto e calorosamente salutato con una dotta introduzione dal rettore Stefania Giannini. Raccontare la relazione di Ravasi è compito arduo, in qualche modo facilitato per i lettori de La Voce dall’intervista che ci ha anticipato ed abbiamo pubblicato nel numero scorso, in cui ci aveva indicato alcuni temi che avrebbe trattato nel suo discorso, soprattutto la distinzione tra musica religiosa o spirituale, che muove dai buoni sentimenti, musica sacra che si riferisce a testi sacri, che hanno a che fare con la trascendenza, e musica liturgica che si pone dentro un contesto sacro rituale predefinito, di cui non può prescindere. Al di là di queste distinzioni e definizioni, pur molto importanti per la ricaduta che hanno sulla pratica della musica nelle nostre chiese, il discorso di Ravasi è volato alto quando ha trattato il tema della “musica come teo-logia”, come suono originario che irrompe nel silenzio del caos preessitente e pronunzia la parola dell’atto creativo: Dio disse “Sia la luce…”. Da grande biblista, il Cardinale ha fatto risuonare le parole della Scrittura nei tanti passi in cui Dio fa sentire la sua voce. Di Lui la Bibbia non dà alcuna immagine o descrizione figurativa, ma solo il suono della sua voce: “Dio ha parlato a Mosè di mezzo al fuoco”. La creazione risponde con la lode e l’adorazione dell’immenso coro silenzioso degli astri: “I cieli narrano la gloria di Dio”. Per questo ha potuto affermare: “La creazione è uno spartito”. La musica, perciò, non è una semplice ancilla, serva, della parola, di cui rafforza il significato, ma essa stessa è parola originaria, come si è detto, germinale rispetto a tutte le altre succedute nel tempo, senza la quale la storia sarebbe un groviglio confuso di suoni. Non si deve considerare la musica neppure come semplice ornamento. L’artista, il compositore, che crea musica si unisce al Creatore, il divino artista. Da ciò Ravasi ha tratto la conclusione che si deve avere una concezione diversa e più profonda della musica e citando Flaubert, con un paradosso, ha detto che spesso noi siamo “quelli che percuotono con un bastone una caldaia rotta, che fa ballare gli orsi, mentre vorremmo commuovere le stelle”. Vi sono pure aspetti degenerativi della musica “dionisiaca” che esaspera i sentimenti (Tolstoj, Sonata a Kreutzer), come vi è la Frau Musik di Lutero, che permette di scoprire i buoni amici in quelli che cantano insieme. In maniera suggestiva ha concluso Ravasi affermando che la scala di Giacobbe (Genesi 28), su cui gli angeli salgono e scendono, può anche essere interpretata come la scala musicale dove le note salgono e scendono. In questo senso la musica sarebbe, secondo Elie Wiesel, “la scala di Giacobbe che gli angeli hanno dimenticato sulla terra”. IL PREMIONel corso del colloquio “Musica e fede” che si è svolto il 10 settembre, un annuncio speciale: la presidente della Fondazione Perugia musica classica, Anna Calabro, e il card. Gianfranco Ravasi, presidente del Pontificio consiglio della cultura, hanno annunciato la decisione di istituire un Premio di composizione di musica sacra. L’iniziativa – per la prima volta – metterà il Dicastero pontificio e la Sagra musicale umbra in stretta relazione e collaborazione nella fase di progettazione del premio, nella scrittura del bando e nelle idee che sosterranno il progetto stesso. Quanto prima verranno comunicate le modalità e le date per la partecipazione.

AUTORE: Elio Bromuri