Scelte forti a favore dei deboli

Giornata della vita. La Chiesa la celebra domenica 7 febbraio. Intervista al presidente del Cisf e al vice presidente del Forum famiglie

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La forza della vita una sfida alla povertà è il titolo del messaggio del Consiglio episcopale permanente per la 32a Giornata nazionale per la vita, che verrà celebrata il 7 febbraio in Italia. Nel testo i vescovi italiani evidenziano come il benessere economico alla luce del Vangelo non sia tutto, ma – per i singoli e le famiglie – esso “può servire la vita, rendendola più bella e apprezzabile e perciò più umana”. Per riflettere sul messaggio, abbiamo interpellato Francesco Belletti, direttore del Cisf (Centro italiano studi famiglia), e Giuseppe Barbaro, vice-presidente del Forum delle associazioni familiari e vice-presidente della Federazione europea della associazioni familiari cattoliche. Quali sono i contenuti principali del messaggio dei Vescovi? Belletti: “Il documento mette in evidenza il doppio livello della responsabilità verso la singola persona e anche l’esigenza di attenzione al più grande tema della povertà, che riguarda il mondo nel suo complesso. Il richiamo ai poveri e all’impatto della crisi ci costringe a considerare la vastità dei problemi che abbiamo davanti”. Dignità personale, lavoro, reddito sono fattori considerati nel messaggio. In che modo collegarli? Belletti: “I Vescovi indicano che le nostre scelte concrete incidono al pari del giusto riconoscimento della dignità che tutti ci aspettiamo. La tutela della persona esige scelte sociali forti per proteggere i più deboli, oltre che per la giusta attenzione alle nuove generazioni: solo così si possono porre le condizioni perché l’accoglienza della vita sia una sfida condivisa fra persona e società”. C’è una lettura “politica” del messaggio? Belletti: “Direi che il testo è molto attento alla dimensione ‘politica’, nel senso di cogliere il legame tra povertà e scelte di apertura o meno alla vita. Penso al rapporto sulla legge 194, dove non vengono date le motivazioni che inducono alla scelta di interrompere la gravidanza. In molti casi si tratta della povertà economica e ciò contrasta con la lettera della legge, che dovrebbe invece spingere ad agire per rimuovere queste cause”. Cosa l’ha colpita delle parole dei Vescovi? Barbaro: “Il ‘paradosso della felicità’ ci dice che la felicità di una persona non è direttamente proporzionale al suo benessere materiale. Questo viene chiaramente enunciato nel messaggio, che propone la promozione integrale dell’uomo, quindi anche la necessità di lavorare per il rispetto e la valorizzazione della sua dignità”.Che dire del richiamo alla tutela della vita? Barbaro: “È un richiamo forte, che rimanda alla realtà della legge 194, specie della prima parte del suo articolato che appare non ancora applicata: se non c’è adeguato sostegno alle donne in attesa di un figlio, è facile che, di fronte a un disagio, decidano di ricorrere all’aborto. Da questo punto di vista come Forum famiglie siamo in attesa che, nelle Regioni, si attui quel raccordo tra consultori pubblici e privati per potenziare l’azione di sostegno alla maternità richiesto dalla legge”. Quali sono le categorie più deboli oggi nella società? Barbaro: “Come dice anche il messaggio dei Vescovi, l’apertura alla vita è oggi in pericolo verso la vita nascente e quella terminale. Bambini e anziani sono quindi tali categorie a rischio. In entrambe le direzioni si attua un rifiuto di accoglienza, accettazione, solidarietà e responsabilità. Sono i ‘fronti’ sui quali agire sia a livello formativo, sia con interventi di sostegno diretto”.