Settimana Santa. Quest’anno si celebra “in presenza”

La Settimana Santa di questo aprile 2021 ancora in piena pandemia si potrà celebrare con partecipazione di popolo.

È questa è la grande novità rispetto a quanto accadde nel 2020, quando ad inizio pandemia non si è potuto celebrare in presenza i riti della Domenica delle palme e del Triduo pasquale.

Le indicazioni della Cei

I chiarimenti sono giunti dalla Conferenza episcopale italiana a seguito della Nota pubblicata dalla Congregazione per il culto divino e la disciplina dei sacramenti, contenente le indicazioni per la celebrazione della Settimana santa in tempo di pandemia.

Anche la Cei ha redatto alcuni orientamenti per la Pasqua 2021 seguendo le indicazioni contenute nel Protocollo stipulato con il Presidente del Consiglio dei ministri e il ministro dell’Interno il 7 maggio 2020, integrato con le successive indicazioni del Comitato tecnico-scientifico.

Dunque, dopo il 2020 nel quale la Pasqua è stata celebrata ‘a porte chiuse’, ora le parrocchie possono tornare a viverla in comunità.

Cei. Settimana Santa, celebrazioni: meglio “in presenza”

A questo proposito gli orientamenti, anzitutto, sottolineano l’importanza di partecipare alle celebrazioni in presenza e “solo dove strettamente necessario – recitano le indicazioni – o realmente utile, si favorisca l’uso dei social media per la partecipazione alle stesse”, raccomandando “che l’eventuale ripresa in streaming delle celebrazioni sia in diretta e mai in differita, e venga particolarmente curata nel rispetto della dignità del rito liturgico”.

Per chi non può, c’è il Papa su TV2000

Per questo scopo Tv2000 e il circuito radiofonico InBlu2000 copriranno le celebrazioni presiedute da Papa Francesco, come anche alcune diocesi umbre si stanno organizzando per trasmettere attraverso i propri social media i riti presieduti dai vescovi.

Le indicazioni Cei, giorno per giorno

Nello specifico, poi, gli orientamenti Cei suggeriscono che per la Domenica della palme “la commemorazione dell’ingresso di Gesù a Gerusalemme sia celebrata con la seconda forma prevista dal Messale romano”, o anche con la terza forma, evitando così assembramenti da parte dei fedeli.

Per la Messa crismale, celebrata o la mattina del Giovedì Santo o la sera del mercoledì, non ci sono particolari indicazioni, se non la possibilità di posticiparla ad altra data qualora fosse impossibile la presenza di una significativa rappresentanza di ministri ordinati e di fedeli.

Il Giovedì santo nella messa della “Cena del Signore”, invece, deve essere omessa la lavanda dei piedi, ma “al termine della celebrazione il Santissimo Sacramento potrà essere portato, come previsto dal rito, nel luogo della reposizione in una cappella della chiesa dove ci si potrà fermare in adorazione, nel rispetto delle norme per la pandemia, dell’eventuale coprifuoco ed evitando lo spostamento tra chiese al di là della propria parrocchia”.

Gli orientamenti per l’episcopato italiano continuano poi con la celebrazione della Passione nel Venerdì santo, nella quale, al momento della preghiera universale, deve essere inserita una particolare orazione per chi si trova in situazione di smarrimento, per i malati e per i defunti, mentre “l’atto di adorazione della croce mediante il bacio sia limitato al solo presidente della celebrazione”.

Infine, le indicazioni affermano che la Veglia pasquale “potrà essere celebrata in tutte le sue parti come previsto dal rito, in orario compatibile con l’eventuale coprifuoco”.

Nel concludere gli orientamenti, la Presidenza della Cei ha quindi dato mandato ai vescovi diocesani di fornire loro stessi le indicazioni in merito alle manifestazioni di pietà popolare legate alla settimana che precede la Pasqua.

Si ricorda, infine, che nel sito www.unitinellasperanza.it è possibile reperire una ricca serie di sussidi per l’animazione liturgico-pastorale, prodotta dall’Ufficio liturgico della Cei e dalle varie diocesi.

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