‘Siate corretti e riflessivi’

Diocesi. Incontro del Vescovo con i giornalisti per la festa di san Francesco di Sales

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‘Questo appuntamento, illuminato dalla Parola di Dio e dall’esempio di questo santo, deve stimolarci a un serio esame di coscienza e a riflettere sulle responsabilità che il ‘comunicatore sociale’ ha nel disimpegnare il suo ‘servizio’ o ‘ministero’ di carità e soprattutto di verità verso altri fratelli, senza tralasciare, in questo suo ruolo, il principio irrinunciabile della dignità della persona umana’. Con queste parole il vescovo diocesano, mons. Pellegrino Tomaso Rochi, si è rivolto agli operatori delle comunicazioni sociali all’inizio dell’omelia nel corso della messa celebrata nella chiesa del Seminario in occasione della festa del loro santo patrono, san Francesco di Sales. L’incontro del vescovo con i giornalisti locali è un appuntamento annuale che si ripete il 24 gennaio di ogni anno, proseguendo un’iniziativa avviata nei primi anni ’60 da mons. Giuseppe Malvestiti, allora parroco di Santa Maria Maggiore. Rivolgendosi ai giornalisti, mons. Ronchi ha richiamato gli elementi fondamentali di questa professione: ‘Il giornalista può e deve riportare fatti e vicende, ma deve essere estremamente riflessivo nell’esprimere valutazioni critiche o giudizi. Deve essere conscio che non può limitarsi ad assecondare o meno gli orientamenti che la piazza vuole che si dicano! Dobbiamo lavorare servendo la verità, mai dimenticando che pure dai nostri posteri saremo giudicati. Il giornale dura lo spazio di un giorno, ma crea mentalità, suscita climi interpretativi, condiziona apprendimenti ed emozioni’. Il Vescovo non ha mancato di stigmatizzare con forza un certo modo di fare giornalismo: ‘Io penso – ha proseguito mons. Ronchi – che tutti ci siamo sentiti ripetere più di una volta che ‘ne uccide più la lingua che la spada’, però io ritengo che ne uccida molti di più ‘una notizia falsa o impietosa’ scritta sulla stampa! Personalmente condanno come una vigliaccata o una vergognosa pugnalata alle spalle lo scrivere perfino a caratteri cubitali di fatti, molto spesso presunti tali, perché basati su lettere anonime’. Concludendo la sua omelia, il Vescovo ha ricordato l’importanza della professionalità, ‘portatrice di estrema correttezza che contribuisce anche a sapersi correggere pubblicamente, cosa estremamente facile per chi si pone nel giusto atteggiamento del servire la verità e il pubblico’. L’annuale incontro è stato organizzato dalla Commissione diocesana per le comunicazioni sociali.

AUTORE: Andrea Czortek