SINODO. Un quadro della situazione nel momento in cui si è a metà percorso

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Vaticano-6-ottobre-i-lavori-del-Sinodo-sulla-famiglia-1Il Sinodo sulla famiglia promette di essere ben più di ‘un’ raduno ecclesiale all’interno di ‘un’ pontificato. L’evento – secondo la Bbc – “potrebbe diventare uno dei momenti qualificanti dell’intero pontificato di Francesco”, per poi aggiungere con un pizzico di humour britannico: “La complessa situazione diplomatica che il Papa ha attraversato nel suo viaggio a Cuba e negli Stati Uniti appare relativamente semplice in confronto al percorso” del Sinodo.

Si spinge ancora più in là l’editoriale apparso su uno dei più autorevoli settimanali cattolici del mondo, il National Catholic Reporter: “Come il Concilio Vaticano II, mezzo secolo fa, fu un riconoscimento che a determinate certezze stava cominciando a venire meno il terreno sottostante, il Sinodo biennale dei vescovi sulla famiglia è il riconoscimento che, in tale istituzione fondamentale, sono cambiate talmente tante cose che è ora di parlarne”. A dimostrare l’importanza dell’assise vaticana, giunta a metà percorso (4-25 ottobre), è l’attenzione che le stanno dedicando i mass media, seppure ‘inesorabilmente’ con deformazioni e anche falsità, come è stato ribadito più volte durante i briefing dei Padri sinodali con i rappresentanti della stampa.

In Occidente l’attenzione è monopolizzata da questioni come l’omosessualità e i divorziati risposati, ma non andrebbe dimenticato che il Sinodo è un evento mondiale, che vede confrontarsi le Chiese di aree diversissime per cultura e problematiche, dalla poligamia ai rapporti interreligiosi alla povertà. Non stupisce quindi che l’Instrumentum laboris (il documento alla base della discussione in aula) possa suscitare perplessità a volte di segno opposto nel mondo ecclesiale: osa troppo poco, osa troppo?… Potrà sembrare strano a noi europei autoreferenziali, ma uno dei nodi fondamentali nelle decisioni sarà rappresentato dall’Africa, dove l’immagine di famiglia è con forza quella tradizionale.

“L’Africa non sta bloccando nulla e nessuno” si è sentito in dovere di puntualizzare un vescovo del Ghana, mons. Palmer-Buckle. Il Continente – ha proseguito – “vuole condividere i nostri valori, i valori della Chiesa universale, e proporre ciò che sentiamo sulla famiglia, e per il bene della Chiesa”. Del resto, in Africa la difesa della famiglia va di pari passo non tanto con la lotta contro i gay ma contro la povertà, contro la presenza di autentiche situazioni di schiavitù e il diffondersi di nuovi movimenti religiosi.  Dall’altra parte del mondo, in Asia, i cristiani non sono minacciati solo dall’avanzare del fondamentalismo islamico; anche in India gli estremisti hindu rendono difficile l’esistenza quotidiana.

Eppure al Sinodo si è sentita una voce in controtendenza, quella di Penelope Bajai – presente come uditrice – che ha raccontato: “Malgrado la nostra coppia fosse interreligiosa, mio marito hindu e io cattolica, siamo riusciti a vivere in grande armonia”. E i figli? Sono stati lasciati liberi di scegliere: li si faceva partecipare alla messa domenicale ma senza battezzarli, e alla fine hanno abbracciato entrambi la fede in Cristo, e anzi si è convertito anche il marito di Penelope.

Di donne si è parlato più volte al Sinodo, non solo in rapporto alla vita matrimoniale ma anche al loro ruolo nella Chiesa. È tornata l’ipotesi di ripristinare il diaconato femminile (che esisteva all’epoca di san Paolo), anche se – ha ammesso l’abate Jeremias Scroeder in sala stampa – l’idea “non ha avuto grande eco in aula”. In generale è ancora troppo presto per anticipare ‘che cosa verrà fuori’. Molti interventi – come ha riportato uno dei sinodali, padre Javier Alvarez-Ossorio – chiedono soluzioni di accompagnamento delle famiglie “in situazioni fortemente condizionate dalla cultura locale”, dei quali “si potrebbe cominciare a discutere a livello di [singola] Conferenza episcopale o addirittura di diocesi”.

Per il momento – come sottolinato dal direttore della Sala stampa vaticana, padre Lombardi – “una totale chiarezza su come avverrà la conclusione del processo sinodale non ce l’abbiamo ancora. Stiamo a vedere, strada facendo, se il Papa darà indicazioni più precise”. Già, perché come evidenzia ancora il National Catholic Reporter, il dato “più interessante e più imprevedibile è la persona di Papa Francesco”.

 

AUTORE: Dario Rivarossa