Sostegno organico alla famiglia

I problemi scottanti del momento nella prolusione del card. Ruini al Consiglio permanente Cei

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Si è concluso a Roma, il Consiglio episcopale permanente della Cei che ha scelto il tema della 57a assemblea generale dei vescovi che si terrà dal 21al 25 maggio prossimo. Il Consiglio, che si era aperto, come sempre, con un ampio e articolato discorso del presidente card. Camillo Ruini, ha svolto una riflessione sul 4’Convegno ecclesiale di Verona in vista della elaborazione di una Nota pastorale da presentare all’assemblea generale. Vi sono state, inoltre, comunicazioni sull’attività svolta dal Comitato per gli interventi caritativi a favore del Terzo mondo nel decennio 1996-2006; sull’organizzazione e lo svolgimento dell”Agorà dei giovani italiani’, il progetto pastorale triennale che, nel corrente anno, sarà caratterizzato dall’incontro con il Papa a Loreto l’1 e 2 settembre; sulla 45a Settimana sociale dei cattolici italiani in programma a Pistoia-Pisa dal 18 al 21 ottobre 2007. Di seguito una sintesi della prolusione del card. Ruini (testo integrale su www.agensir.it – ‘Documenti’). Piattaforma per la Chiesa italiana. Riflettere insieme sull’esperienza del Convegno ecclesiale decennale di Verona e ‘mettere a punto le indicazioni che ne sono emerse, in vista dell’evangelizzazione e del bene complessivo della nostra amata Nazione’: è l’impegno principale che il card. Camillo Ruini ha indicato nelle prime righe della prolusione al Consiglio permanente della Cei. Ringraziando il Papa per la sua presenza a Verona e, in particolare, per il discorso del mattino ‘con il quale egli ci ha offerto la piattaforma fondamentale per la vita e la testimonianza delle nostre Chiese nei prossimi anni’, Ruini ha proseguito sottolineando ‘l’esito estremamente positivo’ del viaggio papale in Turchia, come pure le importanti sottolineature nel messaggio per la Giornata mondiale della pace a proposito dei due diritti, alla vita e alla libertà religiosa, definiti ‘di primaria importanza per la costruzione della pace’. Il presidente dei vescovi italiani ha rivolto un pensiero di ‘vicinanza fraterna’ ai vescovi e alla Chiesa di Polonia ‘in questo tempo di dura e per tanti aspetti ingiusta prova’. ‘Accogliere’ Verona. Riflettendo sui contenuti emersi dal Convegno di Verona, il card. Ruini ha notato anzitutto che ‘l’articolazione in cinque ambiti di esercizio della testimonianza (vita affettiva, lavoro e festa, fragilità, tradizione, cittadinanza, ndr) ciascuno dei quali assai rilevante nell’esperienza umana e tutti insieme confluenti nell’unità della persona e della sua coscienza, hanno rappresentato una novità assai significativa e ricca di potenzialità per la metodologia e l’impostazione complessiva della nostra pastorale’. Ha poi notato che la stessa pastorale, ‘per l’attuale contesto sociale e culturale, e più profondamente per corrispondere meglio all’indole stessa dell’esperienza cristiana, deve essere infatti caratterizzata da una primaria attenzione alla persona e alla sua concreta situazione di vita… Si tratta ora di accompagnare e sostenere, con gradualità ma anche con convinzione, l’affermarsi e il diffondersi a livello capillare di una tale impostazione della pastorale, che sta già trovando da molte parti un’accoglienza favorevole’. Lavoro, famiglia, sud. Riflettendo su alcuni aspetti della situazione italiana, il card. Ruini ha notato, a proposito della ripresa economica in atto, che ‘ulteriori e significativi risultati positivi si registrano sul fronte dell’occupazione, sebbene purtroppo la percentuale dei senza lavoro sia ancora tripla nel Mezzogiorno rispetto al Settentrione’. Ha poi dedicato attenzione alle scelte di politica familiare, auspicando un ‘sostegno organico alla famiglia come tale che si potrebbe ottenere, ad esempio, attraverso l’adozione del quoziente familiare’. Unioni di fatto. A proposito del dibattito sulle ‘unioni di fatto’, il card. Ruini ha ricordato che ‘da noi la famiglia svolge un grandissimo ruolo sociale e dà un contributo particolarmente elevato all’educazione dei figli’. Andrebbe quindi sostenuta e favorita in ogni modo da parte delle pubbliche autorità, come del resto dice la Costituzione e come richiede la ‘gravissima crisi della natalità, che minaccia il futuro del nostro Paese’. ‘Preoccupazioni comuni e primarie dei responsabili della cosa pubblica dovrebbero essere quindi – secondo Ruini – il sostegno della famiglia legittima fondata sul matrimonio… e la rimozione di tutti quegli ostacoli di ordine pratico (a proposito dell’alloggio, del lavoro giovanile e della sua stabilità, delle strutture di accoglienza per i bambini più piccoli…), o anche giuridico e fiscale, che dissuadono le giovani coppie dal contrarre matrimonio e dal generare dei figli, senza per questo forzare in alcun modo la libertà delle scelte personali di ciascuno’. Analizzando ‘in concreto la realtà delle unioni di fatto’, il card. Ruini ha poi affermato che ‘quelle tra persone di sesso diverso sono certamente in aumento; la grande maggioranza di loro vive nella previsione di un futuro possibile matrimonio, oppure preferisce restare in una posizione di anonimato e di assenza di vincoli’. Circa la richiesta di riconoscere il matrimonio tra omosessuali, ha aggiunto che ‘una simile rivendicazione contrasta con fondamentali dati antropologici e in particolare con la non esistenza del bene della generazione dei figli, che è la ragione specifica del riconoscimento sociale del matrimonio’. Dopo aver ribadito il ‘no’ all’eutanasia, ha anche affermato che ‘la rinuncia all’accanimento terapeutico non può giungere però al punto di legittimare forme più o meno mascherate di eutanasia e in particolare quell’abbandono terapeutico che priva il paziente del necessario sostegno vitale’.