Testimonianze di vita a Castello per la festa dei Patroni

DIOCESI. Le celebrazioni in onore dei santi patroni Florido e Amanzio

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Un momento della veglia in cattedrale con i giovani, mons. Cancian e don Marconi
Un momento della veglia in cattedrale con i giovani, mons. Cancian e don Marconi

“Giovani dell’Umbria, andate con coraggio!”. Con queste parole che Papa Francesco aveva rivolto ai ragazzi della nostra regione il 4 ottobre, si è aperta la veglia in preparazione dei santi patroni tifernati Florido e Amanzio. La serata, animata dalla Pastorale giovanile, è stata introdotta da don Nazzareno Marconi che ha proposto ai tanti ragazzi presenti alcune riflessioni riguardo al coraggio necessario per testimoniare la fede. Nel corso della veglia, tre testimoni hanno raccontato la loro esperienza di vita, spiegando anche cosa sia significato per loro avere il coraggio di testimoniare il Vangelo nella loro vita. Gli interventi, preceduti tutti dall’esecuzione di un brano di musica leggera, sono stati proposti da Lucia e Francesco: una giovane coppia che ha presentato alcune delle difficoltà dovute a vivere il matrimonio nel mondo contemporaneo e nell’ottica della fede cristiana. Mirko, invece, ha parlato del coraggio necessario per essere testimoni del Vangelo di fronte agli amici. Padre Francesco Pierli, infine, ha raccontato alcuni momenti della sua vita come missionario in Kenya, e ha aggiunto: “Ho coraggio innanzitutto perché sono fermamente convinto di essere stato scelto da Gesù per operare in Africa; poi perché ho sempre cercato di espormi e confrontarmi con persone grandi e di coraggio, come san Francesco, Gandhi o Mandela”. Il Vescovo, infine, ha concluso la serata con un momento di preghiera e ricordando: “Tutti noi possiamo avere questo dono del coraggio, proveniente dalla fede. Con la grazia di Dio possiamo diventare coraggiosi; dipende solo dalla nostra disponibilità ad accogliere la fede”. Le celebrazioni per i santi patroni sono poi continuate mercoledì 13 con il pontificale celebrato dal vescovo, mons. Domenico Cancian, assieme al clero diocesano. Durante l’omelia della celebrazione, il Vescovo ha ricordato che “i nostri Patroni ci ricordano gli elementi fondamentali umani e cristiani che derivano dal credere nel Vangelo: questo, se accolto e vissuto, trasforma il cuore di ogni uomo. Il Vangelo porta a vivere relazioni umanizzanti a livello familiare, sociale, culturale, e spinge la storia umana verso il regno di Dio. L’orizzonte finale cui vogliamo tendere è quello dell’accoglienza gioiosa della paternità universale di Dio e della fraternità che abbraccia ogni uomo. Il regno di Dio è il regno dell’amore. È questa la vera globalizzazione, la Città di Dio e dell’uomo che tutti insieme, sotto il soffio onnipotente dello Spirito creatore, vogliamo costruire”.

Visita a Cospaia

Appena celebrata la solennità dei patroni, si terrà sabato 16 novembre la visita itinerante guidata dall’ing. Giovanni Cangi alla scoperta dei luoghi sacri dell’Alto Tevere Umbro. Appuntamento per tutti gli interessati alle ore 15 presso la chiesa San Lorenzo a Cospaia (nel comune di San Giustino). Seguiranno le tappe presso la chiesa di santa Onda (località Basilica) a Sansepolcro, e la visita alla cattedrale della città pierfrancescana. Per informazioni rivolgersi al Museo del duomo di Città di Castello, tel. 075 8554705.