Una culla per salvare i neonati

All’ospedale tifernate l’unica “culla termica” di tutta la regione: cos’è, come funziona

Tempo di lettura: 124 secondi

culla_termicaNonostante in Italia sia possibile partorire in anonimato presso strutture ospedaliere usufruendo di assistenza medica, la cronaca ci riferisce spesso di casi di neonati abbandonati ritrovati ormai senza vita. In virtù di questo, nell’ambito del progetto “Madre segreta” attivato nel 2010 dall’azienda sanitaria e dall’Amministrazione comunale, l’International Inner Wheel ha ravvisato la necessità di dotare il comprensorio ospedaliero di Città di Castello di una “culla termica”.

Questo tipo di apparecchiatura, l’unica per il momento presente in Umbria, è pensata per accogliere in sicurezza i neonati che donne in estrema difficoltà non vogliano riconoscere, evitando che vengano lasciati in luoghi insani e pericolosi che potrebbero costare loro la vita.

A Città di Castello la culla è stata posizionata sul lato opposto all’ingresso dell’ospedale, in un luogo facilmente accessibile ma al contempo riservato e non ripreso da videocamere. Con una semplice pressione si apre la porta di accesso, e premendo un pulsante si schiude una sorta di finestra proprio sulla culla dove viene deposto il piccolo. L’apertura si richiude dopo alcuni secondi, e automaticamente è allertato il personale sanitario, che prenderà subito in carico il bambino.

L’allestimento della culla termica, come di prassi, verrà accompagnato da una campagna informativa multilingue che consenta di raggiungere donne italiane e straniere, informandole sulla possibilità che il Sistema sanitario offre loro di dare alla luce il bambino presso una struttura ospedaliera con l’assistenza di personale medico sanitario, anche se non intenzionate a riconosce il figlio.

Sono migliaia i casi di abbandono che si verificano ogni anno in Italia; e il numero rappresenta una stima scarsa, se consideriamo quelli di cui non si ha notizia e che sfuggono al conteggio.

L’impegno organizzativo e di raccolta fondi da parte dell’associazione ha reso possibile questa iniziativa di grande importanza, dimostrando sensibilità verso un disagio che trasforma quello che dovrebbe essere un lieto evento in un abisso di solitudine e morte.

Il progetto

Il progetto “Madre segreta” nasce a Città di Castello nel 2010 sull’esempio di quanto già attivato dalla provincia di Milano nel 1996. Costituisce un’intesa tra Usl Umbria e Amministrazione comunale, finalizzata alla formazione di personale sanitario e alla individuazione di buone pratiche a sostegno delle donne in difficoltà e a tutela del neonato nell’ambito di un più ampio disegno di difesa della famiglia. A prendervi parte è un gruppo di lavoro integrato che comprende: consultorio, unità di Ostetricia e neonatologia ma anche Uffici di cittadinanza dei Comuni e servizi di adozione.

AUTORE: Sabina Ronconi