Una serata in moschea tra cristiani

I focolarini incontrano l'imam di Perugia nella 'Settimana del mondo unito'

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L’imam si rivolge verso la Mecca e comincia a intonare le preghiere di rito. Fin qui nulla di strano; se non fosse che parte dell’uditorio è composto da ragazze e ragazzi cristiani. La scena accade a Perugia, la sera di venerdì 19 ottobre; i cristiani presenti appartengono al movimento focolarino ‘Giovani per un mondo unito’, che dal 14 al 21 del mese ha celebrato a livello internazionale l’XI Settimana per un mondo unito. Quest’anno un’attenzione particolare è stata riservata al dialogo interreligioso, ed ecco il perché di questo momento di condivisione alla moschea perugina di via Settevalli. Dopo la preghiera, tutti si radunano in una saletta in cui fare amabile conversazione, imbandita con ogni ben di Dio. Ci sono circa 25 giovani focolarini più qualche adulto, un gruppo di loro coetanei musulmani, oltre naturalmente all’imam Abdel Qader e a sua figlia Majmuna, vera anima dell’incontro. In realtà il rapporto di conoscenza e amicizia tra il Focolare e la moschea si è saldamente instaurato ormai da qualche anno, grazie a un caso fortuito: la focolarina Maria Silvia è stata insegnante di matematica alle medie al piccolo Omar, figlio dell’imam. Il clima, nella saletta, è di gioia e di gratitudine reciproca, anche se a monopolizzare la conversazione sono soprattutto i giovani cristiani con le loro domande. Beh, tutto il mondo è paese: anche questi giovanotti, pur esperti del mondo, alla fin fine sono incuriositi soprattutto dalla faccenda del ‘velo’ femminile. Le risposte arrivano anche da altri cristiani presenti, più preparati in materia, oltre che dalla vulcanica Majmuna. La quale ‘paga’ il suo carisma con un fuoco di fila di interrogazioni che continua a ricevere anche dopo che l’incontro è ufficialmente concluso; si era cominciato alle 18.30, si tira avanti fino alle 22. ‘Con la figlia dell’imam – ricorda Maria Paola Checchi, del Focolare di via dei Filosofi – ci si era incontrate già il martedì precedente per organizzare l’evento. È stato un momento di profondo dialogo, di cui lei ha ribadito la necessità. Dopo l’episodio di Ponte Felcino, infatti, si è creato un clima di diffidenza, perfino all’interno della comunità musulmana, dove varie persone hanno smesso di frequentare la moschea… non dico quella di Ponte Felcino, nata clandestinamente, ma quella autorizzata di via Settevalli’. Andrà ripresa la lezione del Corano, secondo cui Dio ha creato la diversità per permettere il rispetto reciproco.

AUTORE: Dario Rivarossa