Vocazione: Uomo

Verso il convegno “Custodire l’umanità. Verso le periferie esistenziali” organizzato dai Vescovi umbri

Tempo di lettura: 207 secondi

L’immagine scelta per il manifesto
L’immagine scelta per il manifesto

“Quando mi incontro con persone atee, condivido le questioni umane ma non pongo loro in un primo momento il problema di Dio, eccetto che siano loro stesse a porlo a me. Se è necessario, dico loro perché credo. L’umano è così ricco da condividere, che tranquillamente possiamo mettere in comune reciprocamente le nostre ricchezze. Dal momento che io sono credente, so che quelle ricchezze sono un dono di Dio”. Questa lunga citazione di Jorge Mario Bergoglio, tratta da una conversazione tra l’allora arcivescovo di Buenos Aires e il rabbino Abraham Skorka (Il Cielo e la terra, Mondadori, 2013), riassume il nucleo tematico del convegno “Custodire l’umanità. Verso le periferie esistenziali” organizzato dalla Conferenza episcopale dell’Umbria in collaborazione con l’Università di Perugia e il Progetto culturale Cei, che si svolgerà il 29 e 30 novembre al teatro Lyrick di Santa Maria degli Angeli. Al centro del convegno si colloca dunque una profonda riflessione sull’umanità, in questo contesto storico di profonda crisi di senso dell’uomo moderno e perdurante crisi economica della società occidentale, e la necessità della costruzione di un dialogo con tutti. Nel titolo del convegno risuonano le parole di Papa Francesco pronunciate nella prima omelia del suo pontificato. La vocazione del “custodire” – saper leggere con realismo gli avvenimenti della contemporaneità, stare attenti a ciò che ci circonda ed essere in grado di prendere le decisioni più sagge per la vita della polis – non riguarda ovviamente soltanto i cristiani, ma ha una “dimensione che precede” ogni convincimento laico o religioso ed “è semplicemente umana, riguarda tutti”. Una vocazione che assume una particolare importanza in questo delicatissimo periodo storico. Oggi, infatti, per poter guardare al futuro, è fondamentale compiere un bilancio senza indulgenze con il passato, ed è ancora più urgente una realistica comprensione della società attuale. Perché il “moderno”, come avvertiva don Luigi Sturzo nel celebre discorso di Caltagirone del 24 dicembre 1905, “più che sfiducia e ripulsa, desta il bisogno della critica, del contatto, della riforma”. Alla base di questo convegno – che si inserisce lungo il cammino di preparazione al V Convegno ecclesiale nazionale, “In Gesù Cristo il nuovo umanesimo”, che si svolgerà a Firenze nel novembre 2015 – si collocano due categorie interpretative: la secolarizzazione e l’umanesimo cristiano. Per lungo tempo, il processo di secolarizzazione è stato interpretato come un fenomeno inevitabile dell’età contemporanea. Molti filosofi, storici e sociologi vi hanno visto l’esito ineluttabile della storia e vi hanno colto le ragioni dell’emancipazione dell’uomo moderno dalla dimensione religiosa. Alla fine del ’900, però, il fallimento delle ideologie materialiste ha portato alla luce un fenomeno del tutto opposto: la diffusione del processo di “de-secolarizzazione”, ovvero la sopravvivenza, in forme nuove, delle religioni e del bisogno del Sacro. Questa “società post-secolare” ci mostra, da un lato, la permanenza e la rinascita di comunità religiose e, dall’altro lato, ci consegna una realtà polverizzata, costellata da tanti corpi sociali, sempre più piccoli, che spesso assomigliano a delle monadi individuali impegnate a costruire un rifugio in un “io” assoluto concepito su misura per rispondere a esigenze individuali e a piaceri puramente egoistici. La “questione sociale”, oggi, si interseca pertanto con la “questione antropologica”, dove la difesa dell’integrità della persona umana, dal concepimento alla morte, va di pari passo con la sostenibilità dell’ambiente, una civilizzazione dell’economia e, forse, perfino una “riforma” della politica. Da questa consapevolezza scaturisce un tentativo: la proposta di un umanesimo cristiano capace di dialogare con il mondo laico e in grado di rivendicare che l’Uomo, di fronte all’ascesa quasi inarrestabile di una tecnica senza anima, ritorni al centro della riflessione e della convivenza sociale.

Informazioni/iscrizioni

Tutte le informazioni sul convegno sono reperibili sul sito www.custodireumanita.it o anche sul sito www.periferiesistenziali.it. Coloro che intendono prendere parte all’evento possono compilare l’apposita scheda di iscrizione e inviarla via mail o al numero di fax indicato sotto. L’iscrizione è gratuita. Coloro che intendono fermarsi l’intera giornata potranno liberamente usufruire del buffet predisposto dall’organizzazione. È possibile prenotare un pernottamento a costi ridotti. Telefono: 075 5750381, fax 075 5050365, Segreteria organizzativa cell. 327 3396993, email segreteria@custodireumanita.it.

AUTORE: Andrea Possieri