È giusto abolire la prescrizione

Tempo di lettura: 104 secondi

di Pier Giorgio Lignani

Il tema di oggi è la prescrizione nel processo penale. Bisogna innanzi tutto spiegare di che cosa si parla. Moltissimi, se sentono parlare di processo penale, pensano ai casi di Avetrana, di Garlasco, di Cogne; quei delitti tanto misteriosi che, se i gradi di giudizio fossero venti, comunque non si arriverebbe mai a stabilire una verità che persuada tutti. Ma casi come quelli sono una infima minoranza.

Il lavoro quotidiano dei tribunali penali riguarda reati nei quali non c’è niente di misterioso: abuso edilizio, falso, truffa, corruzione, peculato. In tutti questi casi i fatti sono quelli che sono, e chi ne è stato l’autore ha nome e cognome fin dall’inizio. Il processo si fa solo per decidere se il fatto è punibile – quasi sempre lo è – e stabilire la pena; il difensore può battersi solo su dettagli marginali e su cavilli di procedura.

Però, con il sistema attuale, il difensore ha in serbo l’“arma totale”: la prescrizione. Basta tirare il processo alle lunghe e uscirai bianco come la neve. Anche il più scalzacane degli avvocati sa come riuscirci, approfittando delle tante inefficienze della macchina giudiziaria. Male che vada, c’è sempre la possibilità di fare appello, e poi ricorso in Cassazione; per quanto sballati siano questi ricorsi, servono comunque a far passare il tempo e raggiungere il traguardo della prescrizione.

Così si arriva alla beffa che il giudice di secondo o di terzo grado conferma la colpevolezza dell’imputato ai fini civili (risarcimento dei danni) ma lo deve assolvere ai fini penali perché nel frattempo – grazie al ricorso sballato – è maturata la prescrizione. Questo modo di difendere gli accusati si chiama tecnicamente “abuso del processo”; chi se ne avvale però dice che la difesa è sacra (vero), che ogni iniziativa prevista dalla legge è legittima (vero), e che tutto quello che è utile per far assolvere un imputato è eticamente giustificato.

Su quest’ultimo punto non sono più d’accordo. Quindi trovo giusto che si cambi la legge eliminando la prescrizione dopo una sentenza di condanna, anche se non definitiva. Vedrete che, dopo, i processi dureranno meno, e non di più.

1 COMMENT

  1. Questo è quello che il cittadino onesto chiede. Che non ci siano furbastri. Ma la prescrizione è stata voluta dai politici sui quali pende la condanna e pertanto non sarà facile abolirla. Forza di Maio, non cedere. E vedremo se salvini sta ai piedi di verdino e Berlusconi

LASCIA UN COMMENTO