I consiglieri regionali umbri si decurteranno lo stipendio

Elaborata una proposta di legge dall’Ufficio di presidenza del Consiglio regionale che prevede un taglio del 10%

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Qualcosa si muove sul fronte dei tagli anche sulla “busta paga” dei consiglieri regionali. È stata elaborata una proposta di legge dall’Ufficio di presidenza del Consiglio regionale che prevede un taglio del 10 per cento sull’indennità dei consiglieri (che è agganciata a quella dei magistrati di Cassazione) e nuovi criteri per la determinazione delle “spese di permanenza”, che non saranno più fisse, ma in parte legate alla effettiva partecipazione ai lavori degli organismi. La proposta è stata illustrata nella prima commissione di palazzo Cesaroni, contestualmente agli effetti di una deliberazione dell’Ufficio di presidenza che riduce di 5.000 euro la dotazione finanziaria di ogni gruppo consiliare. La nuova normativa (firmata da presidente Eros Brega, dai vicepresidenti Orfeo Goracci e Andrea Lignani Marchesani, e dei consiglieri segretari Fausto Galanello e Alfredo De Sio) è stata illustrata ai componenti della prima commissione da Lignani Marchesani (Pdl) spiegando che “la legge nazionale 122 del 2010 ha previsto misure urgenti in materia di stabilizzazione finanziaria e di competitività economica, e anche le Regioni dovranno provvedere a ridurre la spesa riferita ai trattamenti economici dei propri organi politici. In vista della tornata elettorale di marzo 2010, già il decreto legge 2 del 2010 aveva disposto che il complesso degli emolumenti degli organi politici regionali non potesse superare le indennità dei parlamentari. La proposta di legge intende attuare quanto previsto dalla legge finanziaria, riducendo le indennità spettanti ai membri del Consiglio regionale ed il compenso dei componenti della Giunta che non sono consiglieri regionali. Anche se non necessario e non richiesto, si propone poi di ridurre il finanziamento dei gruppi consiliari”. Lignani Marchesani ha evidenziato che “la proposta di legge provvede anche a disciplinare diversamente dal passato la diaria dei consiglieri e degli assessori, svincolandola dal rapporto percentuale di quella parlamentare. Inoltre il nuovo metodo di calcolo delle spese di permanenza nelle sedi istituzionali incentiva la partecipazione ai lavori degli organi, in quanto penalizza economicamente ogni assenza dalle sedute degli organi di cui i consiglieri sono componenti”. Ci sarà dunque un taglio del 10 per cento, a partire da 80.000 euro lordi, sull’indennità dei consiglieri regionali, mentre la legge finanziaria indicava il 5 per cento e un tetto fisso di 90.000 euro. Rispetto alla diaria, che è una quota fissa degli emolumenti mensili dei consiglieri, viene introdotto un criterio che “premia le presenze” nei vari organi di palazzo Cesaroni.

AUTORE: E. Q.

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