In Consiglio regionale il martedì dei ‘rientri’

Le minoranze rientrano nell’Ufficio di presidenza dopo due mesi di assenza. Primo giorno in aula per Goracci dopo la reclusione a Capanne

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L’opposizione è rientrata nell’ufficio di presidenza del Consiglio regionale. Dalle votazioni di martedì, con i 19 voti della maggioranza ed i 9 dell’opposizione a sostenere i rispettivi candidati, sono usciti i vicepresidenti Damiano Stufara (Prc) e Andrea Lignani Marchesani (Pdl), ed i segretari Fausto Galanello (Pd) e Alfredo De Sio (Pdl). Una sola scheda bianca e l’astensione di Gianluca Cirignoni, Lega Nord, che vede ancora troppi inquisiti sugli scranni. L’assemblea convocata dal presidente del Consiglio regionale Eros Brega con questo unico punto all’ordine del giorno, segna la conclusione della questione politica aperta nel febbraio scorso con la decisione dei gruppi di opposizione di dimettersi dagli incarichi istituzionali apicali ricoperti in seno all’Ufficio di Presidenza, nelle Commissioni e nei Comitati. Per due mesi l’ufficio di Presidenza è risultato composto da soli membri della maggioranza: Damiano Stufara del Prc-Fds, Roberto Carpinelli di ‘Marini per l’Umbria’, Fausto Galanello e Lamberto Bottini, i quali formalizzando le loro dimisioni il 2 maggio scorso hanno aperto questa ultima fase. “Abbiamo superato il vulnus istituzionale ma il problema vero non è la ricomposizione formale dell’Ufficio di presidenza ma le riforme che ancora stentano ad arrivare e di cui questa Regione non si sta occupando, al di là delle dichiarazioni di intenti” ha commentato Sandra Monacelli dell’Udc.

Il rientro di Goracci

La settimana politica, però, è stata segnata dal ritorno di Orfeo Goracci in Consiglio regionale. Martedì è stata la sua prima seduta di consiglio dopo l’avvio della vicenda giudiziaria nella quale è coinvolto per reati risalenti al periodo in cui era sindaco di Gubbio, contestatigli dalla procura di Perugia e per i quali dal 14 febbraio scorso era stato portato in carcere, dove era rimasto per 56 giorni.

In apertura della seduta del consiglio regionale la presidenza dell’assemblea aveva fatto distribuire ai consiglieri la lettera con la quale Orfeo Goracci annunciava – come riferisce un comunicato di Palazzo Cesaroni – la sua uscita dal gruppo Prc-Fds (“comunico la mia sospensione di appartenenza al gruppo consiliare del Prc” è la frase testuale, ndr). A questa decisione – spiega ancora la nota del consiglio regionale – fa seguito, come previsto dal regolamento, l’iscrizione al gruppo misto, nel quale trova Franco Zaffini uscito dal Pdl-Fli. Nella missiva, Goracci spiega di non poter restare in un gruppo che “ha sposato totalmente la tesi dell’accusa, passando dallo storico garantismo alla preventiva dichiarazione di parte civile”, ed auspica “che posizioni assurde e politicamente discutibili come quelle del Prc nazionale e regionale possano essere riviste”. “Sarò un consigliere regionale comunista – dice ancora Goracci nella lettera – e sosterrò la presidente Marini, con autonomia e libertà di giudizio, senza fare sconti su argomenti che considero particolarmente importanti, come la sciagurata ipotesi dell’utilizzo dei cementifici per bruciare rifiuti, le questioni del lavoro e delle riforme, che devono puntare al riequilibrio territoriale senza penalizzare ulteriormente Gubbio e l’Alto Chiascio. Forte e imprescindibile – conclude Goracci – rimane lo spirito unitario e la volontà di ‘ricucire’, testimoniata dal fatto che nel gruppo consiliare avrò come collaboratore un autorevole dirigente nazionale di Rifondazione comunista (Stefano Zuccherini, ndr)

Terremotati in aula

Chiedono attenzione e soprattutto fondi per la ricostruzione le 500 famiglie che non possono rientrare nelle case danneggiate dal sisma che ha colpito il marscianese nel dicembre 2009. Una rappresentanza di cittadini era in Consiglio regionale per chiedere l’esenzione dall’Imu degli edifici inagibili, e i 100 milioni necessari alla ricostruzione.

AUTORE: Maria Rita Valli

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