I 60 anni de La Voce e i 30 anni di Umbria Radio, il dibattito

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“Non una celebrazione, ma un momento di riflessione per capire dove stiamo andando e qual è il senso del nostro lavoro nel mondo digitale”. Così il direttore de La Voce, mons. Elio Bromuri, ha aperto il dibattito che si è svolto ieri pomeriggio in occasione dei 60 anni de La Voce e dei 30 anni di Umbria Radio all’interno dell’edizione 2014 del Festival del Giornalismo. Presenti anche il direttore di Umbria Radio, don Paolo Giulietti, il direttore di Avvenire Marco Tarquinio, e il coordinatore di Eurocom – Giornalisti per l’Europa Paolo Bustaffa.

La sfida che la radio e il settimanale delle Chiese dell’Umbria stanno affrontando – hanno ribadito tutti i relatori – è quella di mantenere la propria vocazione di voce del territorio, presidio di democrazia e pluralismo, ed integrarla con le nuove istanze del web.

“Ho mosso i primi passi come giornalista – ha ricordato Marco Tarquinio – proprio nella redazione de La Voce e ad essa devo parte della mia formazione professionale. Essere un giornale del territorio significa fare i conti ogni giorno con la propria professionalità e con la propria onestà intellettuale, perché l’effetto e la correttezza del proprio lavoro lo si tasta ‘dal vivo’, incontrando fisicamente le persone di cui si parla e dovendo dar loro conto del proprio operato”. “L’informazione cattolica – ha poi sottolineato – continua ad avere un senso profondo nel mondo contemporaneo dell’informazione digitalizzata e globalizzata perché non è mai un’informazione ‘del grido’, ma una parola che, con rispetto e chiarezza, non ha paura di dire la verità”. “Il territorio – ha aggiunto Paolo Bustaffa – è il luogo dove si garantisce l’identità, senza rinunciare alla capacità del dialogo. In quest’ottica occorre riscoprire il magistero della comunicazione per tutti coloro che fanno cultura e informazione”.

Don Paolo Giulietti ha concluso l’incontro ricordando le tre istante con cui il 7 marzo 1984 venne inaugurata Umbria Radio: “L’obiettivo – ha spiegato – era creare un’emittente che fosse proprietà e spazio della comunità, che fosse luogo di dialogo senza privilegi e alla pari con gli altri e che fosse strumento di servizio. Negli anni Umbria Radio ha portato avanti questi tre propositi, a cui oggi mi sento di aggiungerne un quarto: gratitudine, nei confronti di tutti coloro che negli anni hanno dato il proprio contributo, spesso in maniera volontaria, per la sopravvivenza di questi ‘piccoli miracoli’ che sono i nostri media”.

L’evento è continuato nella Cattedrale di San Lorenzo, con il concerto della Messa in Si minore – BMW 232 di Johann Sebastian Bach a cura del coro Accademia degli Unisoni e dell’ Orchestra da camera di Perugia.

Laura Lana