Le ragioni dell’astensione

Referendum: il comitato 'Scienza e vita' locale ha proposto un approfondimento

‘Abbiamo manipolato la vita, l’abbiamo clonata, riprodotta in provetta, comprata, venduta. L’abbiamo privatizzata’ queste cose non si stabiliscono con una croce su una scheda, tanto meno seguendo le indicazioni di una sigla politica. Il referendum è l’unità di crisi della politica italiana’. La citazione dalla recente intervista di Beppe Grillo al Corriere della Sera ha concluso l’intervento accorato e deciso del consigliere regionale Udc Enrico Sebastiani al convegno tenutosi il 24 maggio sul tema ‘La vita non può essere messa ai voti: le ragioni dell’astensione’. Organizzata dal locale comitato ‘Scienza e vita’, fra i primi formatisi in regione a sostegno della proposta di astensione nei referendum del 12 giugno sulla legge 40, l’incontro è stato occasione per una disamina accurata e razionale delle motivazioni del ‘no’ al referendum. Relatore principale del convegno, il dott. Angelo Francesco Filardo, ginecologo, esperto di terapie mediche contro la sterilità, fra i più noti pubblicisti in materia, ha restituito un quadro razionale e scientificamente fondato per valutare con rigore la legge 40 e fondare su ragioni oggettive e solide la scelta dell’astensione.Le sue argomentazioni hanno sollecitato i partecipanti a riflettere sull’obbligo di riconoscere il diritto fondamentale alla vita del ‘concepito’ e sulla necessità di regolare con coerenza giuridica la materia della fecondazione artificiale. Il contrasto tra il rigore scientifico dei dati illustrati dal dott. Filardo e la dogmaticità di molti rumorosi ‘spot’ referendari, fanno emergere crudamente il ruolo del potere economico, delle speculazioni politiche, degli sbandamenti ideologici che muovono il fronte referendario in un attacco allo stato di diritto, vittima vera del tentativo di demolire il lavoro parlamentare che ha fruttato dopo 7 anni di mediazione, una legge che mette finalmente fine alla brutale mercificazione della vita nascente, della salute delle donne, dei diritti dei bambini e delle famiglie. Tocca a Luca Dini, esponente della Margherita fra i più attivi sul tema dei referendum, collocare nel quadro della piena legittimità democratica la scelta di astensione, con una riflessione sulla funzione che la costituzione affida all’istituto referendario, e riaffermare l’esistenza anche nel paese, oltre che nel Parlamento, di una posizione trasversale di difesa della legge 40 contro il fronte laicista che minaccia di travolgerla. Il comitato ‘Scienza e vita’, cui hanno aderito decine di cittadini altotiberini, sta organizzando altre tappe importanti della battaglia civile contro la deriva liberista che vorrebbe sostituire il mercato allo stato di diritto anche là dove, come avviene per la legge 40/2004, sono in gioco diritti fondamentali e costituzionalmente rilevanti.

AUTORE: M.G.