Madonna del Latte. Il valore educativo dentro la parrocchia

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In tempi più lontani san Giovanni Bosco affermava: “L’educazione è questione di cuore”. E per dire questo, il santo dei giovani lo ha sperimentato e vissuto in pieno, proprio perché viveva la sua vita di prete stando tanto in mezzo a loro per “educare = trarre fuori, allevare”. Infatti, per molti, si trattava di tirarli fuori da una esistenza difficile e disagiata esaltandone le qualità, i doni, e il meglio di ogni ragazzo…mettendoci il cuore.

Ognuno di noi è chiamato continuamente a orientare il proprio cuore e la propria vita verso l’ altro, perché anche nelle relazioni con gli altri e nel “conoscere se stessi” non si è mai arrivati, non si può mai dire “io sono a posto, non ho bisogno di niente e nessuno!”. Oggi ancora di più, noi, aiutati da tante esperienze passate, dalla necessaria istruzione scolastica e personale e dalle scienze umane, siamo chiamati a farne tesoro, per riuscire a interagire insieme con tutte le altre realtà e componenti della nostra attuale società e comunità così variegata e a volte così complessa.

Proprio per questo un ruolo importante lo può e deve svolgere la comunità parrocchiale che incontra singoli e famiglie, bambini, adolescenti, giovani e adulti, appunto come una grande famiglia, luogo ideale e indispensabile, dove l’educare è il compito, la necessità e la sfida più urgente e irrinunciabile.

Penso allora in concreto ai “luoghi” dove incontriamo più da vicino queste realtà: per esempio al catechismo dove, insegnando ai fanciulli a conoscere un grande amico come Gesù, si educa al conoscersi, volersi bene, accogliersi e lasciarsi amare dal Bene più grande: il Signore Gesù, il vero grande educatore.

Questo compito e questo impegno, che vale tanto, si deve estendere chiaramente a tutte le altre attività della parrocchia: ecco allora i gruppi del dopocresima e delle superiori, dove questa conoscenza e comunicazione viene estesa alle richieste sempre più esigenti e vaste del vissuto di ogni singolo ragazzo, che già da adolescente è chiamato a confrontare le proprie realtà, bisogni, affetti, attività e problemi, alla luce del Vangelo che dà esempi e risposte concrete alle domande di ognuno di noi.

Ancora di più notiamo come questo compito dell’educare si rende indispensabile nella attività dell’oratorio parrocchiale, che ci vede coinvolti e impegnati, volontari e ragazzi, per tre pomeriggi alla settimana con circa trenta adolescenti delle scuole medie; e sinceramente ci stiamo accorgendo delle tanta fatiche che sperimentiamo nel fare qualsiasi cosa: compiti, gioco, attività, perché è debole la cultura del rispetto reciproco e delle regole – che invece ci fanno crescere tutti, piccoli e grandi, insieme.

Don Paolo Bruschi

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