Il battesimo, sacramento che unisce

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Noi cattolici dobbiamo ritenere valido il battesimo celebrato in altre Chiese cristiane?

Nella densa preghiera di Gesù riportata nel capitolo 17 del Vangelo di Giovanni, il Figlio chiede al Padre di conservare in unità coloro che Lui gli ha dato: “Padre santo, custodiscili nel tuo nome, quello che mi hai dato, perché siano una cosa sola, come noi” (Gv 17,11).

Da queste parole che sono sì preghiera, ma anche impegno per ogni cristiano, deve scaturire il desiderio di comunione nella Chiesa e tra le Chiese o le comunità ecclesiali. In questo, la via sacramentale, con le debite differenze rituali e teologiche che sussistono ad oggi tra le diverse Chiese, può essere in taluni casi già percorribile, a testimonianza della comunione che essa stessa crea e rinvigorisce.

In questo contesto il sacramento del battesimo è l’inizio di unità: con esso infatti si è incorporati a Cristo e alla sua Chiesa, e l’uomo è rigenerato nell’acqua per partecipare alla vita divina, costituendo così “il vincolo sacramentale dell’unità che vige tra tutti quelli che per mezzo di esso sono stati rigenerari”, come affermava già il Concilio Vaticano II, attento al tema ecumenico, nel decreto Unitatis redintegratio al numero 22.

Anzitutto bisogna riconoscersi vicendevolmente come cristiani, cioè come coloro che “invocano la Trinità e confessano Gesù come Signore e Salvatore, e non solo presi uno ad uno, ma anche riuniti in comunità, nelle quali hanno ascoltato il Vangelo e che chiamano la Chiesa loro e la Chiesa di Dio” (UR, n.1).

È chiaro però che il battesimo debba essere conferito validamente affinché sia da noi riconosciuto; per questo il Direttorio per l’applicazione dei princìpi e delle norme sull’ecumenismo dedica non pochi numeri al sacramento del battesimo, dando indicazioni per un retto svolgimento e un certo riconoscimento.

Nei numeri iniziali dedicati al nostro tema, esordisce: “Il battesimo è conferito con l’acqua e una formula che indica chiaramente l’atto di battezzare nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito santo. Di conseguenza, è di somma importanza per tutti i discepoli di Cristo che il battesimo venga amministrato da tutti in questo modo” (n. 93).

Ciò significa che il battesimo con acqua, sia per immersione sia per infusione, accompagnato dalla formula trinitaria è in sé valido. Difatti se i rituali e i libri liturgici, o le consuetudini di una Chiesa (p.es. ortodossa) o comunità ecclesiale (p.es. riformata), prescrivono quanto detto, il sacramento deve essere ritenuto valido, in particolare nelle Chiese orientali dove, per come è conferito, la validità non è oggetto di dubbio.

Per tutto ciò non è difficile affermare che il sacramento del battesimo è segno e principio di unità tra le varie confessioni cristiane, perché con esso, pur essendo incorporati in una determinata Chiesa o comunità, si è tutti incorporati a Cristo, e tutti abbiamo la possibilità di fregiarci con il nome cristiano e pregare insieme il “Padre nostro”.

Don Francesco Verzini

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