L’iniziazione cristiana degli adulti

Tempo di lettura: 135 secondi

Nella Veglia pasquale celebrata nelle chiese cattedrali e presieduta dal vescovo, sempre più spesso si assiste alla celebrazione dei sacramenti dell’iniziazione cristiana degli adulti. Si condensa tutto nei riti della notte pasquale?

Il 6 gennaio 1972 la sacra Congregazione per il culto divino promulgò l’ Ordo initiationis christianae adultorumconseguentemente la Conferenza episcopale italiana nel 1978 diede alla luce la sua traduzione con il Rito dell’iniziazione cristiana degli adulti (Rica).

Questo rituale trae la sua origine dal catecumenato del III-IV secolo; infatti è concepito, come nei primi secoli di vita della Chiesa, come un percorso graduale nel quale l’adulto viene coinvolto in un cammino di fede che deve avere chiaramente risvolti esistenziali. Il processo che porta alla maturazione della fede è costruito su quattro tempi, che sono scanditi da tre gradi o passaggi.

Il primo tempo è chiamato precatecumenato; non è presente nel rituale, ma è un momento indispensabile perché dedicato alla prima evangelizzazione, in cui la comunità cristiana annuncia “il Dio vivo e colui che egli ha inviato per la salvezza di tutti, Gesù Cristo” (Rica, n. 9), affinché venga seminata la fede e si giunga a una conversione iniziale.

Questo primo tempo si conclude con il rito di ammissione al catecumenato, il quale apre il secondo tempo: il catecumenato. È, questo, un periodo di tempo piuttosto lungo (anche più anni) dove l’adulto, accolto nel gruppo dei catecumeni, viene aiutato dalla catechesi e dalla celebrazione della Parola di Dio, perché sia introdotto alla comprensione dei misteri della salvezza e progredisca nella fede e nella conversione.

In questo secondo tempo sono previsti anche momenti celebrativi dedicati ai catecumeni, come la celebrazione della Parola di Dio, gli esorcismi e le benedizioni. Se ritenuti idonei, poi, potranno essere ammessi al rito dell’elezione, celebrato a inizio Quaresima, che conclude il tempo del catecumenato e apre il “tempo della purificazione e dell’illuminazione”.

Durante questo terzo tempo la preparazione prossima ai sacramenti dell’iniziazione si fa più intensa e dura tutta la Quaresima, scandita da riti particolari come scrutini e consegne. Gli scrutini “sono predisposti per liberare dal peccato e dal demonio ed infondere nuova forza in Cristo” (Rica, n. 25); le “consegne” invece sono la consegna agli eletti del Simbolo (Credo) e della preghiera del Signore (Padre nostro).

Nella Veglia pasquale, culmine di tutto il cammino, gli eletti raggiungono il terzo grado, con la celebrazione dei sacramenti dell’iniziazione cristiana – battesimo, confermazione, eucarestia – nella stessa celebrazione vigilare. Si apre così il quarto tempo, quello della mistagogia. In quest’ultimo, celebrato nel tempo di Pasqua, i neofiti vengono aiutati ad assumere un nuovo senso della fede, di Chiesa, di comunità, e una nuova intelligenza dei misteri e delle Scritture, attraverso la catechesi e la partecipazione ai sacramenti.

Don Francesco Verzini

 

LASCIA UN COMMENTO