“La Galleria nazionale dell’Umbria è un museo meraviglioso“. Intervista al neo direttore Costantino D’Orazio

La realtà museale umbra ha “un’enorme potenziale” su cui “ho intenzione di investire”

Non ha perso tempo Costantino D’Orazio, neodirettore della Galleria nazionale dell’Umbria e dei Musei nazionali di Perugia – Direzione regionale Musei Umbria. Arrivato a Perugia da circa due mesi da una città come Roma, ricca di grandi musei e collezioni d’arte, dove è stato funzionario storico dell’arte della Soprintendenza, alternando l’attività di divulgatore televisivo a quella di saggista, ha già fatto visita ai principali luoghi e musei d’arte umbri per conoscere da vicino il patrimonio culturale della nostra Regione. Una realtà sicuramente diversa, non con grandi numeri come quelli di una capitale, ma costellata da tanti piccoli musei, salvo alcune grandi e importanti raccolte d’arte come quella della Galleria nazionale dell’Umbria.

D’Orazio la definisce “un museo meraviglioso, che oggi può competere con qualsiasi museo del mondo” grazie allo “straordinario riallestimento” portato avanti dalla precedente direzione di Marco Pierini e dal suo gruppo di lavoro.  Nel corso dell’intervista ha riconosciuto più volte nella realtà museale umbra “un’enorme potenziale” su cui “ho intenzione di investire”. È recente, a proposito, un suo incontro con il ministro della Cultura Gennaro Sangiuliano con il quale ha potuto mettere a fuoco l’attività di rilancio dei musei umbri “per renderli protagonisti della vita culturale umbra. Nonostante siano musei di piccole dimensioni – sottolinea –, hanno un patrimonio ricchissimo”. 

E ricorda come esempio la collezione del Museo archeologico di Orvieto, “che non ha nulla da invidiare alla sezione antica del Metropolitan di New York. Deve solo essere raccontata meglio e valorizzata dal punto di vista espositivo. Risale a più di vent’anni fa, se non di più, per esempio l’allestimento del Museo archeologico nazionale di Spoleto o del piccolo Antiquarium di Gubbio. Oggi la museografia è completamente cambiata, le esigenze del pubblico sono cambiate. Grazie ai fondi del Pnrr lavoreremo sul loro riallestimento, che sarà più contemporaneo, più narrativo e più accattivante, organizzando iniziative che possano renderli protagonisti nella Regione, ma anche a livello nazionale”.

Come intende proseguire l’attività alla Galleria nazionale? Nella sua prima conferenza stampa a Perugia ha citato tre parole chiave: ricerca, accessibilità, coinvolgimento.

“Il mio sarà un lavoro nella continuità. Per quanto riguarda l’allestimento non toccherò nulla, se non la sala 39 dedicata al Novecento. Già con Pierini era stata concepita come una sala le cui opere avrebbero ruotato. E la rotazione si concentrerà su focus dedicati ai fenomeni artistici del Novecento e degli anni Duemila. Tra pochi mesi si partirà con un progetto dedicato all’Arte povera. Per il resto rimarrà tutto come è oggi, a parte qualche prestito temporaneo. E poi lavoreremo sull’accessibilità, per permettere alle persone con disabilità di usufruire sempre della Galleria, non solo in occasione di iniziative create ad hoc per loro. Sono già partiti dei lavori, finanziati dal Pnrr, per dotare le sale di supporti tattili, strumenti Lis per la spiegazione delle opere e altri supporti che faranno uso delle nuove tecnologie. In programma c’è anche l’uso dell’intelligenza artificiale, ma non posso anticipare nulla”.

In passato la Galleria ha dedicato spazio a mostre temporanee di fotografia. Intende continuare anche su questa linea?

“La fotografia avrà una sua ‘casa’ e sarà presente in modo permanente. Anche qui, non posso ancora entrare troppo nei dettagli”.

Proseguiranno anche le collaborazioni fuori Regione e d’Italia?

“Al momento stiamo lavorando ad un’iniziativa in programma il 20 aprile, che porterà parte della collezione della Galleria fuori dall’Umbria. Questo perché diventi non solo punto di riferimento a Perugia, ma porti Perugia e l’Umbria fuori Regione e su platee anche internazionali”.

Di recente si è prestato a fare da guida alle visite nei Depositi della Galleria, ed è stato subito un gran successo. Verranno riproposte?

“Il 16 febbraio è in programma la seconda visita dell’iniziativa ‘Posso venire anch’io’, dopo quella del 14 che ho condotto io… con il mio cane. Sarà infatti possibile entrare con i propri animali di piccola taglia in Galleria, naturalmente in braccio o con un trasportino. Le altre date saranno il 17-18 e 24 febbraio. Sarà un viaggio alla scoperta degli animali presenti nelle opere della collezione. Le visite ai depositi verranno riprese in autunno”.

Il 9 marzo verrà inaugurata la mostra sul Maestro di San Francesco.

“Sarà una mostra di altissimo livello scientifico, che avrà per titolo L’enigma del Maestro di San Francesco . Perché in realtà è la sua personalità a rappresentare un enigma. Non sappiamo neppure chi fosse; la mostra ci fornirà indizi per capire un po’ meglio chi sia, e per conoscere qualcosa di più sulla nascita dell’iconografia francescana dopo la morte del Santo. Avrà un allestimento spettacolare e grazie all’uso delle nuove tecnologie e con la collaborazione del Sacro Convento di Assisi riusciremo a restituire il genio del Maestro di San Francesco”.

In chiusura non possiamo non chiedere se intende proseguire nella sua attività di divulgatore, magari per raccontare i nostri musei e le tante bellezze artistiche della nostra Regione.

“A gennaio ho già dedicato due puntate del programma Ar Frammenti d’arte su Rai News 24 alla Galleria nazionale, e sicuramente nel corso dell’anno avrò modo di tornare a parlare dell’Umbria. C’è inoltre una convenzione in atto tra la Regione e la Rai, che nei loro programmi dedicati al territorio prevede delle tappe nella Regione. E sono stato coinvolto”.

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