I tre oli consacrati nella Messa crismale

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Caro don Verzini, sono una catechista e, come ogni anno, il gruppo di ragazzi che viene preparato alla cresima verrà accompagnato in cattedrale per la Messa crismale. Cosa spiegargli prima, di modo che possano partecipare un po’ più consapevolmente?

La celebrazione eucaristica nella quale vengono benedetti l’olio degli infermi (utilizzato poi nell’unzione dei malati), l’olio dei catecumeni (utilizzato nel sacramento del battesimo) e il crisma (utilizzato sia nel battesimo che nella confermazione, ma anche nell’ordinazione di un presbitero e di un vescovo, e nella consacrazione di una chiesa e di un altare), è uno dei momenti celebrativi centrali della vita di ogni diocesi. Infatti in questa celebrazione si esprime la pienezza del sacerdozio del vescovo diocesano e l’unione dei sacerdoti con il loro Pastore. La liturgia cristiana ha desunto l’utilizzo dell’olio nelle proprie celebrazioni dall’antica prassi biblica. Nell’Antico Testamento venivano consacrati con l’unzione i sacerdoti, come Aronne e i suoi figli (Lv 8,12.20), i re come Davide (1Sam16,13) e i profeti come Eliseo (1Re 19,15-16). Già da questo possiamo vedere che il crisma benedetto dal vescovo è l’olio adibito alla consacrazione, per diventare segno di Cristo, per partecipare al suo sacerdozio regale e profetico, per ricevere l’unzione spirituale dello Spirito santo. Per di più, è l’unico olio che viene mescolato con aromi o sostanze profumate, richiamando in qualche maniera le parole di Paolo alla comunità di Corinto (2Cor2,14-15), il quale ricorda ai cristiani che devono essere “profumo di Cristo”. All’olio dei catecumeni invece viene esteso l’effetto dell’esorcismo: per questo viene utilizzato nel battesimo, come aiuto per sfuggire e rinunciare al demonio e alle sue opere, e diventare poi nuova creatura attraverso l’acqua battesimale. San Cirillo di Gerusalemme commenta così questa unzione: “Recisi dall’oleastro, siete stati innestati nell’ulivo buono e siete divenuti partecipi dell’abbondanza dell’ulivo. L’olio esorcizzato simboleggia la partecipazione all’abbondanza del Cristo che mette in fuga ogni traccia di potenza avversa” (II Catechesi mistagogica). Infine nella messa crismale viene benedetto l’olio degli infermi, il quale anche qui riprende l’antica prassi biblica. San Giacomo nella sua Lettera (5,14-15) dà indicazione ai malati di chiamare a sé i presbiteri perché li ungano e preghino sul malato, affinché la fede salvi l’infermo e, se ha commesso peccati, gli vengano perdonati. L’olio degli infermi è quindi rimedio per l’infermità dell’anima e del corpo.

 

AUTORE: Don Francesco Verzini

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