Veglia pasquale: la Veglia cristiana per eccellenza

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La gioia pasquale

Il lungo silenzio del Sabato santo, il silenzio dell’attesa e della contemplazione, lascia il posto alla gioia pasquale, che si protrarrà per i cinquanta giorni successivi.

La gioia pasquale infatti è inaugurata dalla Veglia delle veglie, dalla “notte di veglia in onore del Signore” (Es 12, 42): la Veglia pasquale nella notte santa, dove “la Chiesa attende, vegliando, la risurrezione di Cristo” (Ordinamento dell’anno liturgico, n. 21).

Questa attesa viene celebrata con quattro momenti fondamentali.

Lucernario

La prima parte è il lucernario, con cui la Chiesa sottolinea il filo rosso di tutta la Veglia: la tenebra è vinta dalla Luce, e i fedeli, tenendo in mano le candele accese al nuovo cero pasquale, acceso a sua volta nel fuoco benedetto, richiamano l’ammonizione del Vangelo di Luca: “Siate pronti, con le vesti strette ai fianchi e le lampade accese” (12, 35). Il cero pasquale è centrale in questo momento liturgico perché, come recita l’annunzio pasquale, cantato dall’ambone una volta concluso il solenne ingresso in chiesa, è simbolo della nuova luce “per illuminare l’oscurità di questa notte”, affinché “risplenda di luce che mai si spegne”.

Liturgia della parola

La seconda parte è la lunga e solenneliturgia della Parola con la quale, attraverso una ricchezza di letture – sette letture dall’Antico Testamento, un brano dalla Lettera ai Romani e il Vangelo – sono proclamate le meraviglie che Dio ha compiuto per il suo popolo, un popolo che confida nella Parola di Dio e nella sua promessa: il ritorno del Figlio nella gloria per una vita senza tramonto (Mc 13,26).

Culmine di questa seconda parte è la proclamazione del Vangelo – quest’anno è tratto da Matteo (28,1-10) – nel quale Maria di Magdala insieme all’altra Maria si recano al sepolcro, ma un angelo dà loro l’annuncio della risurrezione:

“Non abbiate paura! So che cercate Gesù, il crocifisso. Non è qui. È risorto, infatti, come aveva detto” (vv. 5-6).

Questa seconda parte della Veglia pasquale ci propone quindi un percorso che giunge alla proclamazione di un fatto certo: “Morte e Vita si sono affrontate in un prodigioso duello” (Sequenza pasquale), e la vita ha vinto la morte!

Liturgia battesimale

Segue poi la terza parte della Veglia: la liturgia battesimale, nella quale si benedice l’acqua battesimale, si celebrano i battesimi o i riti d’iniziazione cristiana degli adulti e si rinnovano le promesse battesimali.

Da antichissima data infatti l’iniziazione cristiana era celebrata nella Veglia pasquale, sottolineando il nesso che c’è tra il passaggio dalla morte alla vita ed i sacramenti di iniziazione cristiana, in particolare il battesimo con il quale “siamo stati sepolti insieme a lui nella morte affinché, come Cristo fu risuscitato dai morti per mezzo della gloria del Padre, così anche noi possiamo camminare in una vita nuova” (Rm 6,4).

Liturgia eucaristica

Infine, la quarta e ultima parte è la liturgia eucaristica, con la quale ci nutriamo di Cristo morte e risorto per la salvezza dell’umanità. La Veglia pasquale è così il fulcro del Triduo, che terminerà poi con i vespri della Domenica di risurrezione.

Don Francesco Verzini

1 COMMENT

  1. questo periodo fondamentale della cristianità si vive di solito senza conoscerlo, è un piacere sentirlo spiegato in maniera così chiara e semplice da don Francesco. Grazie .
    Francesca saccoccini e Lorenzo sonaglia

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